Plattner Paola

Luogo:

Il Koppelstätter prestò servizio al campo come milite della polizia tedesca del servizio di sicurezza (S.D.)  […] Gravi accuse a di lui carico sono state formulate dall’internati Giovanni Frigo, Delfo Campi, e Giuseppe Bonifaci: gli ultimi due lo hanno indicato come autore, insieme con altri guardiani interni del campo, notoriamente feroci, delle inumane fustigazioni e di altre torture … ma la partecipazione del Koppelstätter a quelle torture che furono certamente commesse contro gli internati da altri guardiani […] non si può ritenere, per un prudente giudizio sulla colpevolezza di esso imputato, sufficientemente provata. Non è, infatti, da escludere un errore di persona da parte dei testi Campi e Bonifaci […]

Pertanto, non potendosi ritenere accertati a carico dell’imputato i più gravi atti delittuosi per i quali lo stesso sarebbe oggi punibile va ora […] pronunciata sentenza di non doversi procedere […] perché il reato è estinto per amnistia […]

Assai più gravi e concordi […] sono state le accuse dei testi contro l’imputata Paola Plattner che, […] prestò servizio negli uffici del campo di concentramento di Bolzano, dove mostrando grande odio contro gl’italiani internati, riuscì, per alcuni mesi […] ad esercitare una grande e sinistra influenza in danno di quei prigionieri sul maresciallo degli SS tedeschi Haage […]

A carico di essa Plattner anche i due testimoni sopra ricordati, dott. Luigi Novello e Samuele Hacker, hanno confermato le deposizioni degli altri testi Giuseppe Bonifaci, Enrico Couvin, e Beatrice Lőw. Tutti hanno dichiarato che essa istigava il maresciallo Haage contro gl’internati affinché fossero quelli sottoposti a prolungate atroci sevizie, fatti oggetto, nudi, a potenti getti d’acqua, finché la loro pelle non diventava bluastra, a spietate e sanguinose fustigazioni, a colpi di pistola ad essi sparati sulle gambe; a tali azioni essa Plattner assisteva, mostrando un sadico compiacimento, impressionante in una donna. Alla signora Lőw che aveva il marito, un vecchio avvocato ebreo settantenne ed ammalato, internato nel campo e ridotto in pietose condizioni di salute, e che poi fu deportato in Germania donde non è più tornato, essa Plattner spezzò, disperdendone il contenuto, una boccetta di tintura di iodio che la signora, per uno speciale permesso concessole dal comando di Bolzano degli SS, era stata autorizzata a portare al marito per  poterne lenire i dolori [….] Risulta che essa percuoteva a sangue gl’internati […] Ha dichiarato la signora Low che essa neutralizzava la relativa mitezza, o moderazione, del tenente Tito comandante del campo: ha detto il teste Hacker che era essa anche peggiore del maresciallo Haage […] parecchi testi l’hanno descritta come di solito armata di scudiscio. La sua posizione non si può ritenere attenuata per il fatto che fu più tardi peggiore di lei un’altra donna entrata in servizio nel campo, una germanica di nome Lerchert, soprannominata “tigre” […] che infierì con altri guardiani del campo, contro numerose donne ebree, che furono anche uccise […]

Pertanto, va essa Plattner dichiarata colpevole […] Per tale reato è ad essa applicabile la pena base di dieci anni di reclusione, che, per avere essa optato per la cittadinanza germanica ed avuto il conferimento di tale cittadinanza va ridotta alla misura di anni sette e mesi sei, con la diminuzione di un quarto, per le attenuanti di cui all’art. 62 bis del codice penale comune […] Sulla pena della reclusione vanno dichiarati condonati cinque anni, a sensi dell’art. 9 del Decreto Presidenziale 22-6-1946 nr. 4.


Imputati del delitto di collaborazione col tedesco invasore […] per avere:

  1. a) il Koppelstätter prestato aiuto al nemico nei suoi disegni politici assumendo volontariamente le funzioni di guardiano del campo di concentramento di Bolzano e commettendo, in tale sua qualità, gravi sevizie e maltrattamenti in danno di internati;
  2. b) la Plattner, successivamente al’ 8 settembre 1943, collaborato col tedesco invasore arruolandosi nell’esercito germanico, ed assumendo volontariamente le funzioni di guardiana del campo di concentramento di Bolzano e commettendo, in tale sua qualità, maltrattamenti e sevizie, e percuotendo internati.

Per questi motivi: la Corte […] la condanna alla pena di anni 7 e mesi 6 di reclusione […] dichiara condonati cinque anni di reclusione […]

Anno:
1947

Tribunale:

Sezione speciale di Corte d’Assise di Bolzano:

Presidente:
Dell'Aira Giulio

Tipologia di accusa:
Altro

Accusati:

mostra tutti

Vittime:

mostra tutti

Collocazione:

Federico Steinhaus, Ebrei/Juden. Gli ebrei dell’Alto Adige negli anni Trenta e Quaranta, Giuntina, Firenze, 1994

Bibliografia:

Costantino Di Sante, Criminali del campo di concentramento di Bolzano: deposizioni, disegni, foto e documenti inediti, Raetia, Bolzano, 2019