G. Alberto

Luogo:

In esito al pubblico odierno dibattimento svoltosi in contraddittorio dell’imputato e del suo difensore, sentiti i testi, il P.M. e la difesa e l’imputato che primo e ultimo ebbe la parola.

In fatto e in diritto.

G. Alberto, veniva rinviato a giudizio di questa Corte per rispondere di collaborazionismo politico (art. 58 c.p.m.g.).

Si osserva che né il processo scritto né il pubblico dibattimento hanno potuto mostrare elementi dai quali comunque risulti il fatto che l’imputato abbia, al fine di cooperare con la polizia repubblicana di Como, provocato l’arresto del patriota ebreo avv. Solimano Alberto.

Le circostanze poste dall’accusa a base di questo che è l’unico fatto addebitato al giudicabile, sono e rappresentano [ill.] coincidenze con l’arresto del Solimano, ma non stanno, neppure in via indiretta e presuntiva o indiziaria a provare che all’arresto del medesimo abbia il G. cooperato in modo alcuno.

Anzi dalle deposizioni dei testi Bazzani e [ill.], poste in relazioni con le dichiarazioni dell’imputato, vi è ragione di ritenere che questi, appreso per mero caso che a Carate Urio si sarebbe verificata un’azione di polizia per rastrellare gli ebrei, cercò di farne avvertito il Solimano, onde si ponesse in salvo. E infatti il Solimano, in dipendenza di quanto di quanto apprese dalla Bassani, si allontanò dal paese e venne arrestato solo quando vi rientrò subito dopo [ill.]

Si aggiunge inoltre che i precedenti politici dell’imputato, e la sua condotta, quale risultato dalle deposizioni dei testi a discarico, stanno maggiormente ad escludere una sua presunta attività collaborazionista con regime fascista.

Per queste considerazioni l’imputato va assolto con formula piena.


Imputato del delitto di cui all’art. 5 D.L.L. 27.7.1944 n.159 in relazione all’art. 1 D.L.L. 22.4.1945 n.142 e punibile a sensi dell’art. 58 C.P.M.G. per avere, posteriormente all’8.9.1943, collaborato con la polizia repubblicana fascista di Como, provocando, fra l’altro l’arresto del patriota ebreo avv. Solimano Alberto, avvenuto in Carate Urio il 24 marzo 1944.

P.Q.M.

Visto l’art. 479 c.p.p. dichiara G. Alberto assolto dal delitto ascrittogli per non aver commesso il fatto.

Ne ordina la scarcerazione se non detenuto per altra causa.

Anno:
1945

Tribunale:

Corte di Assise Straordinaria di Como

Presidente:
[illeggibile]

Tipologia di accusa:
Delazione

Accusati:

mostra tutti

Vittime:

mostra tutti

Collocazione:

Archivio di Stato di Como, Sentenze della Corte di Assise Straordinaria, b.1